Da Ustica a L'Ombelico del Mondo in SUP: "Vi racconto la mia prossima avventura"

Eccomi qui, sono proprio io, Vincenzo Michelucci! In tantissimi mi avete contattato, molti hanno detto la loro e adesso sono qui per raccontarvi chi sono e la mia prossima sfida.

Mi presento: ho 26 anni e le mie più grandi passioni sono sempre state la natura e gli sport Outdoor. Il mio rapporto con l'acqua e il mare, in particolare, è sempre stato conflittuale, non c'è mai stata intesa né fiducia. ma a me piacciono le sfide e dopo anni di ricerche, finalmente sono riuscito a trovare il modo di comunicare con questo elemento. Mi sono appassionato di  Stand Up Paddling circa tre anni fa, ne ho fatto il mio stile di vita, il mio lavoro e ho iniziato a prendere parte anche a qualche gara (si, col sup si fanno le gare. Se ti va dai uno sguardo all'articolo in cui ne parliamo cliccando qui).


Questo sport mi ha regalato fin da subito momenti indimenticabili, dalla sensazione di volare sull'acqua all'improvviso ritrovarsi a pagaiare accanto a un banco di delfini, dal senso di libertà all'adrenalina che si prova in mare aperto. Il periodo del lockdown penso sia stato decisivo per rafforzare il rapporto tra me e il mare. Mi mancava il sale sulla pelle, il vento in faccia e persino la tensione muscolare dell'allenamento giornaliero di almeno due ore. Rimarrà sempre impresso nella mia memoria l'annuncio della fase 2, Il giorno in cui ci hanno detto che si poteva rimettere il naso fuori e che si poteva fare sport sono tornato immediatamente sulla mia tavola e dopo ogni pagaiata mi rendevo conto di quanto fossi fuori allenamento. 30 minuti di sup ed ero stanco come se avessi pagaiato per 4 ore.

Ho ricominciato ad allenarmi lentamente la mattina presto, e, ogni giorno, o quasi, vedevo all'orizzonte l'isola di Ustica; casualmente mi sono imbattuto su curiosità o immagini di Ustica e la mia mente mi ha riportato a un ricordo di quando ero bambino: avevo circa 6 o 7 anni, ero a Ustica, facevo il bagno con la mia maschera e ad un certo punto, una murena, sentendosi minacciata provò a mordermi, per fortuna senza riuscirci. Questo brutto ricordo mi ha fatto riflettere sul mio rapporto con il mare, mi ha fatto riflettere sul come io sia diffidente nei suoi confronti nonostante gli sport acquatici che pratico, mi ha fatto riflettere su quanto io mi impegni a rispettarlo e su quanto il mare mi regala ogni giorno.

A tal proposito, ieri mi ha regalato l'ennesimo incontro con i delfini durante un allenamento in sup. Raccontavo ad alcuni amici di come li avevo incontrati l'ultima volta, e tutto ad un tratto, tanti delfini hanno iniziato a nuotare e saltellare intorno a noi, i miei amici increduli, io pure. Tornando alla Palermo-Ustica... la riflessione che feci qualche settimana fa sul mio rapporto col mare mi ha portato a decidere di sfidare me stesso, le mie diffidenze, le mie paure. Così ho deciso di imbarcarmi in questa avventura. Niente di eccezionale in confronto a chi ha attraversato l'Atlantico o lo stretto di Skagerrak, ma per me, partire da un isola a 56km di distanza (Ustica), e raggiungere Mondello il mio luogo di allenamento abituale, attraversando un bel po' d'acqua, è una gran sfida. Non c'è una grande preparazione dietro, la sfida sarà proprio questa. Si tratta di circa 9 ore su una tavola da sup da 14' x 22". A seguirmi ci sarà una barca a vela d'appoggio degli amici di Ventinodi Sailing Charter. Il lockdown ci ha lasciato qualcosa, ci ha cambiati, ci ha fatto riflettere e a me personalmente mi ha fatto credere ancora di più nella mia frase preferita: "la vita inizia fuori dalla nostra zona di comfort" 💪🏽

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